Omicidio stradale per le nuove regole della precedenza

Omicidio stradale per le nuove regole della precedenza
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La legge 120/2020, di conversione del decreto Semplificazioni, cambia il Codice della Strada: attenzione all’omicidio stradale per le nuove regole della precedenza. Cominciamo da quello che si sa e che non è stato toccato. I conducenti, approssimandosi a un incrocio, devono usare la massima prudenza al fine di evitare incidenti. Quando due veicoli stanno per impegnare una intersezione, si ha l’obbligo di dare la precedenza a chi proviene da destra, salvo diversa segnalazione.

Omicidio stradale per le nuove regole della precedenza: cosa cambia

Ma ecco le due novità.

  1. I conducenti degli altri veicoli hanno l’obbligo di dare la precedenza ai velocipedi che transitano sulle strade urbane ciclabili o vi si immettono, anche da luogo non soggetto a pubblico passaggio.
  2. Lungo le strade urbane i conducenti degli altri veicoli hanno l’obbligo di dare la precedenza ai velocipedi che circolano sulle corsie ciclabili.

Risultato: prima, con la vecchia precedenza, se eri in auto e facevi un incidente col ciclista che non aveva dato la precedenza, non potevano incolparti. Ora, con queste norme che danno spesso, se non sempre, la precedenza ai ciclisti, le cose cambiano. Idem in presenza di monopattini elettrici. Se l’automobilista causa la morte o ferite gravi (guaribili oltre 40 giorni), in automatico scatta il reato di omicidio e lesioni stradali: Codice Penale e reclusione.

Utenti deboli da proteggere sempre: cautela

Al di là delle norme, gli utenti deboli vanno protetti, sempre. Massima cautela quando ci sono persone in bici o su monopattini elettrici: soggetti molto vulnerabili, quasi quanto i pedoni. Tuttavia, ci si rammenti delle nuove regole. Con conseguenze anche a livello assicurativo: la propria compagnia risarcisce i danni e le lesioni fisiche del danneggiato, ma si attiva il malus. Ossia un fortissimo aumento della tariffa Rc auto al rinnovo annuale.

Molto discutibile infine questo modo in cui il Governo e i Comuni credono di proteggere l’utente debole. Con l’ultra liberalizzazione della precedenza a loro favore. Un errore: si ingenera solo confusione, rispetto a un Codice della Strada già complicatissimo.

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