Progetto antifrode Ania col faro Antitrust

Progetto antifrode Ania col faro Antitrust
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Progetto antifrode Ania col faro Antitrust. L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha avviato nei confronti dell’Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici un’istruttoria. Trae origine da una comunicazione inviata dalla stessa Ania all’Autorità e relativa a un progetto antifrode nei rami vita (puro rischio) e danni.

Progetto antifrode Ania col faro Antitrust: c’è la banca dati

Questo progetto prevede la realizzazione di banche dati. E lo sviluppo di algoritmi comuni. Obiettivo: determinare indicatori del rischio frode che le compagnie di assicurazioni potrebbero utilizzare sia nella fase liquidativa (risarcimenti) sia nella fase assuntiva (quando dicono sì ai contratti ai clienti).

L’Antitrust ritiene che il progetto antifrode presenti alcune criticità concorrenziali: saranno valutate con attenzione. Per verificare l’esistenza di soluzioni coerenti con i principi della concorrenza. Il caso classico di truffa è il tamponamento Rc auto che non esiste, col colpo di frusta, così frequente in certe aree del Paese dove le polizze sono costosissime (vedi Napoli e Caserta).

Per esempio, la banca dati potrebbe contenere un testimone con precedenti che, coincidenza, assiste a cinque incidenti strani e controversi in un mese.

Qual è il rischio dell’antitruffa Ania

Per l’Antitrust, c’è un rischio. Trattasi di un progetto sviluppato da un’associazione che rappresenta gli interessi delle imprese di assicurazione. Potrebbero non sussistere sufficienti garanzie di terzietà. L’attività degli 007 contro le truffe potrebbe non essere del tutto imparziale, ma magari un po’ a favore delle compagnie.

L’Autorità valuterà se lo scambio di informazioni connaturato al progetto possa causare un aumento artificiale della trasparenza nei mercati interessati. Agevolando la collusione tra concorrenti. Lo sviluppo di algoritmi comuni e la condivisione di una ampia mole di dati potrebbe influenzare le scelte delle compagnie. Una sorta di cartello artificiale, di condivisione di una banca dati immensa per fare i prezzi Rca.

Business assicurativo: quanti soldi nel ramo danni

Ricordiamo le dimensioni del business assicurativo. Attenzione: nel 2019, in Italia, nel settore assicurativo sono stati raccolti circa 140 miliardi di euro di premi. Di cui circa 106 miliardi di euro per i rami vita e 34 miliardi di euro per i rami danni: di questi, il 48% comparto auto, il 18% immobili, il 18% salute, il 9% Rc generale.

In Italia sono autorizzate a operare poco più di 100 imprese di assicurazioni a cui si aggiungono diverse decine di rappresentanze di imprese di assicurazione e di riassicurazione europee. Mentre l’Ania associa 131 compagnie, che rappresentano quasi il 90% del settore assicurativo in termini di premi. Un asteroide di denaro, per la felicità delle compagnie. Che col Covid, nel ramo Rc auto, hanno fatto affari d’oro: zero risarcimento coi lockdown.

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