RC Auto: inchiesta su Compagnie e siti comparatori, tutti d’accordo

RC Auto: inchiesta su Compagnie e siti comparatori, tutti d’accordo
false assicurazioni

Se c’è una cosa che molti cittadini e clienti di assicurazioni stentano a capire è il perché, nonostante la pandemia, i premi, come vengono chiamati i prezzi delle polizze che i clienti pagano, non sono scesi. In effetti avrebbero dovuto ridursi i premi delle polizze auto, non fosse altro che fine vedremo in seguito, le compagnie di assicurazione hanno incrementato gli utili. 

Ma forse il motivo adesso è fuoriuscito improvvisamente. In effetti c’è una indagine dell’Autority garante della concorrenza che pare metta in luce una specie di accordo tra le compagnie, allo scopo di fissare in alto i prezzi.

Un accordo che sembra veda coinvolti anche i tanti siti di comparazione, tra cui anche i noti Segugio.it e Facile.it. Usare l’ipotetico è d’obbligo quando si parla di inchieste ancora aperte e da approfondire. Ciò che si legge sulle pagine del settimanale “L’Espresso” però, sembra confermare o dubbi che hanno spinto, lo stesso settimanale, ad avviare autonomamente una indagine durante i mesi di lockdown, quella aule tariffe mai scese dei premi assicurativi. 

Perché i premi sarebbero dovuti scendere? 

Probabilmente è uno dei rari settori in cui le aziende hanno incrementato gli utili dopo la pandemia. Parliamo del settore delle compagnie di assicurazione. Infatti, le disposizioni del governo che hanno limitato la circolazione dei veicoli e delle persone, hanno fatto abbassare se similmente il numero dei sinistri stradali. 

Meno auto in circolazione, per via del divieto di spostamento tra Regioni, per via dei lockdown, dei coprifuoco, dei divieti di uscire di casa se non per comprovate necessità e le colorazioni delle Regionali, sono stati un fattore positivo per le compagnie. Meno incidenti infatti significa meno risarcimenti dei danni e quindi maggiori utili per le compagnie. 

Ma questo non di è tradotto in una diminuzione dei premi. Anzi, in alcuni casi abbiamo segnalazioni diametralmente opposte, con i premi che sono saliti. 

Non sarà un cartello, ma un accordo strano sicuramente si

E torniamo all’inchiesta avviata dalla Autorità adibita a controllare la concorrenza nel settore assicurativo. Una inchiesta che fa il paio con quella meno istituzionale ma sempre importante che il settimanale “L’Espresso” ha prodotto sui prezzi delle polizze auto. In base a ciò che si legge sul settimanale, potrebbe essere stato un accordo tra le compagnie di assicurazione a tenere alto i premi assicurativi. E come anticipato in premessa, dentro l’accordo anche i siti comparatori che gli utenti utilizzano spesso per calcolare il preventivo assicurativo e scegliere la compagnia più in linea con le proprie esigenze. 

L’Autorità garante della concorrenza avrebbe già dato mandato a degli ispettori, di andare a controllare direttamente le aziende. Alla base di tutto, un accordo con cui compagnie e siti comparatori sarebbero riusciti a tenere alti i prezzi, nonostante la diminuzione dei sinistri a seguito della minor circolazione dei veicoli, avrebbe dovuto ridurli. 

Al momento, solo una semplice ipotesi da parte degli inquirenti, un sospetto che però ha già prodotto l’apertura di una indagine, come si legge testualmente sull’Espresso, contro “6Sicuro S.p.A., CercAssicurazioni.it S.r.l. (“Segugio”), Daina Finance Ltd, Rappresentanza Generale per l’Italia (“ComparaMeglio”), Facile.it, Allianz Direct S.p.A., Admiral Intermediary Services S.A., B2C Innovation S.p.A., Bene Assicurazioni S.p.A, e le principali compagnie assicurative come Unipol o come Reale Mutua, o come alcune compagnie on line come la Linear. E ancora, la Compagnia Italiana di Previdenza, la Assicurazioni e Riassicurazioni, la Fit srl Società Benefit, Genertel S.p.A., la Hdi Assicurazioni, Prima Assicurazioni, Quixa Assicurazioni, Verti Assicurazioni e Zurich Insurance Public Limited Company”. In altri termini, la stragrande maggioranza delle aziende operanti nel settore.

Adesso l’Antitrust vuole vederci chiaro

Ripetiamo che non esistono ancora indagati e prive tangibili di ipotetici reati da parte di qualcuno contro il regime della equa concorrenza. Sta di fatto che in qualsiasi settore di libero mercato, la concorrenza serve ad abbassare i prezzi. Ciò che succede nel settore delle assicurazioni per auto è alquanto particolare. Tra 2020 e 2021 una cosa certificata dai numeri che ci e di dice, non mentono, è che i sinistri auto si sono ridotti del 30%. E ciò significa il 30% in meno di esborsi in termini risarcitori da parte delle imprese assicurative. 

E proprio l’Espresso aveva avviato una inchiesta giornalistica riguardante l’anomalia unica nel suo genere, di premi fermi agli importi precedenti o addirittura in aumento, nonostante questi evidenti risparmi. 

Ciò che conta però adesso, è l’operato dell’Antitrust, che ha avviato una istruttoria. E nella canonica delibera dell’Autority di garanzia si legge che “L’istruttoria è diretta ad accertare se le società che offrono servizi di comparazione di prezzo e le imprese assicurative coinvolte nel procedimento abbiano realizzato un’intesa restrittiva della concorrenza tramite uno scambio di informazioni sensibili sulle condizioni economiche di vendita diretta delle polizze per la responsabilità civile auto”.

Come dire, istruttoria aperta per vederci chiaro e verificare i perché di questa anomalia di un mercato assai particolare. Sembra probabile che il sospetto sia che ” le società avrebbero scambiato, più del solito (infatti lo scambio di informazioni non è illecito), informazioni sensibili sulle condizioni economiche di vendita delle polizze Rc auto attraverso la condivisione di report elaborati e distribuiti dalle società di comparazione di prezzo”. 

La situazione della pandemia ha fatto scattare questi sospetti che adesso andranno approfonditi attentamente, ma non si può circoscrivere il tutto a questo particolare periodo della vita di tutti. Infatti sembrerebbe che è dal 2012 che una specie di intesa è stata già trovata tra compagnie e compagnie e tra queste e i siti comparativi. 

Ma cosa avrebbero fatto le società per finire sotto indagine

“Grazie all’attuazione dell’intesa, le imprese assicurative sarebbero state in condizione di praticare ai consumatori premi più elevati per le polizze Rc auto,  tramite politiche di sconti attenuati dalla conoscenza delle strategie commerciali e della politica di prezzo dei concorrenti nel segmento della vendita diretta”, questo ciò che si legge sull’Espresso che anticipa i contenuti della delibera dell’Antitrust. 

L’indagine pare sia scattata per via di una segnalazione arrivata all’Antitrust e che come prassi, deve essere tenuta in considerazione. 

Nella delibera dell’Autorità di garanzia della libera concorrenza, viene messo in luce il fatto che “almeno a partire dal 2012, i principali operatori che forniscono servizi di comparazione di prezzo e le principali imprese assicurative avrebbero scambiato informazioni sensibili nel mercato italiano della vendita diretta di polizze per la responsabilità civile auto. Oggetto della segnalazione sono i comportamenti delle principali società attive nel mercato italiano dei servizi di comparazione di polizze assicurative nonché i comportamenti della maggior parte delle principali imprese assicurative presenti anche sulle piattaforme di comparazione le quali, almeno dal 2012, avrebbero coordinato le proprie strategie commerciali nella vendita diretta di polizze Rc auto, praticando ai consumatori finali sconti attenuati grazie alla conoscenza reciproca delle condizioni di vendita offerte sui portali di comparazione”.

In pratica, una rete fittissima di scambi di informazioni a discapito dei clienti. Una condivisione di dati che addirittura sembra sia stata se non quotidiana, quanto meno settimanale, con autentici report elaborati e distribuiti dalle società di comparazione di prezzo, verso le compagnie. 

admin

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